La garanzia

Quasi uno stato d’incoscienza, perché viene fuori una parte di me anche quando dormo, qualcosa d’innato che mi garantisce di vivere e agire. Uno stato che ha fatto corto circuito quando mi sono fermato a guardare se davvero tutto si sarebbe compiuto da sé. Volevo capire se fosse possibile distanziarsi e sdoppiarsi, cavandomela comunque, anche assentandomi un attimo. Volevo la garanzia, volevo che il mio io potesse garantire per me.
Perché, dunque, non dovrei andare in panico al solo respirare, se ad attimo va aggiunto attimo? Il cuore ha battuto più forte. Allora ho dovuto esserci, sono dovuto tornare. Così il battito, come il respiro, sono tornati regolari. Perché solo stando con me, funziona la garanzia.
Ma io sono un essere umano e ci sono cose che non posso garantire; questa è la vera garanzia del mio spirito. La consapevolezza del forse mi illumina tra urlanti anime accecate. E’ successo perché volevo capire, perché amo la vita e il sapore che la illumina, perché devo stare con me per sentire il sapore della mia ombra ed emozionarmi.
Ecco perché solo con me il respiro è tornato regolare.
Ecco perché mentre lo scrivo non sto respirando.

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